Cosa Facciamo

  • Modello ISEE
  • Modello 730
  • Modello RED-DETRA
  • Dichiarazione dei Redditi
  • Pensione di Invalidità
  • Pensione di Accompagnamento

L’ISEE è l’indicatore della situazione economica equivalente. L’ attestato contenente l’indicatore I.S.E.E. consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità. L’ I.S.E.E. è il rapporto tra l’indicatore della situazione economica (I.S.E.) e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza.

ISE

L’I.S.E.(Indicatore della Situazione Economica) è il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare.

LA DICHIARAZIONE UNICA SOSTITUTIVA

La dichiarazione sostitutiva è un atto importante che il cittadino effettua, assumendosi la responsabilità, anche penale, di quanto dichiarato.

La Dichiarazione sostitutiva unica può essere presentata:

  • all’ente che fornisce la prestazione sociale agevolata;
  • al Comune
  • ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF)
  • all’Inps esclusivamente in via telematica, collegandosi al sito Internet www.inps,it, nella sezione “Servizi On-Line” (v. circolare INPS n. 2 del 12.01.2011 e circolare INPS n.130 del 10.10.2011)

Può essere:

  • consegnata di persona all’addetto all’ufficio e sottoscrivendola in sua presenza;
  • trasmessa all’ufficio completa della sottoscrizione e di una fotocopia del documento di riconoscimento;
  • resa direttamente all’addetto all’ufficio, se chi dichiara non sa o non può firmare;
  • presentata con la firma già autenticata ai sensi di legge.

È possibile presentare la dichiarazione in qualsiasi momento dell’anno. La dichiarazione ha validità di un anno dall’attestazione della presentazione e vale per tutti i componenti il nucleo familiare. È composta dal modello base e da un numero di fogli allegati pari al numero dei componenti il nucleo familiare, indicati dal dichiarante. Il dichiarante, all’atto dell’indicazione dei componenti il nucleo familiare, deve fare riferimento alla situazione in essere alla data della dichiarazione. La dichiarazione deve contenere i dati sulla situazione reddituale, risultanti dall’ultima dichiarazione presentata ai fini Irpef, e i beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione. Ai fini I.S.E.E. ogni soggetto appartiene ad un solo Nucleo Familiare.

Fonte: INPS

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Il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Utilizzare il modello 730 presenta alcuni vantaggi:

  • è semplice da compilare e non richiede l’esecuzione di calcoli
  • il contribuente non deve trasmetterlo personalmente all’Agenzia delle Entrate perché a questo adempimento ci pensano, a seconda dei casi, il datore di lavoro o l’ente pensionistico o l’intermediario abilitato (Caf e iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro)
  • il rimborso dell’imposta arriva direttamente in busta paga (luglio) o con la rata della pensione (agosto o settembre)
  • se dall’elaborazione del 730 emerge un saldo a debito, invece, le somme vengono trattenute direttamente in busta paga (luglio) o dalla pensione (agosto o settembre).

Se lo stipendio o la pensione sono insufficienti per il pagamento di quanto dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi mensili (0,40%), viene trattenuta dalle competenze dei mesi successivi.

Il contribuente può anche chiedere di rateizzare in più mesi le trattenute, indicandolo nella dichiarazione; per la rateizzazione sono dovuti gli interessi nella misura dello 0,33% mensile.

Il modello 730 può essere utilizzato per dichiarare le seguenti tipologie di reddito:

  • redditi di lavoro dipendente
  • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio, i redditi percepiti dai co.co.co e dai lavoratori a progetto)
  • redditi dei terreni e dei fabbricati
  • redditi di capitale
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (per esempio, i redditi derivanti dallo sfruttamento economico di opere dell’ingegno)
  • alcuni dei redditi diversi (per esempio, i redditi di terreni e fabbricati situati all’estero)
  • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata (per esempio, i redditi percepiti dagli eredi e dai legatari).

Fonte: AGENZIA DELLE ENTRATE

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LE VERIFICHE REDDITUALI

L’ordinamento pensionistico italiano prevede la concessione sia di prestazioni a carattere assistenziale sia di benefici economici sui trattamenti pensionistici il cui riconoscimento è subordinato all’importo dei redditi del titolare della prestazione, del coniuge e, in alcuni casi, anche dei figli.

L’art. 13, comma 2, della Legge 30 dicembre 1991, obbliga l’Inps:

  • alla verifica annuale delle situazioni reddituali dei pensionati incidenti sul diritto o sulla misura delle prestazioni pensionistiche;
  • al recupero, entro l’anno successivo, di quanto eventualmente pagato in eccedenza.

L’art. 49, comma 1, della Legge 27 dicembre 2002, n. 289 stabilisce che i redditi prodotti all’estero, comunque rilevanti per la verifica dei requisiti reddituali se fossero prodotti in Italia, devono essere accertati sulla base delle certificazioni rilasciate dalla competenze autorità estera.

PRESTAZIONI INTERESSATE

Le prestazioni per le quali sono influenti i redditi del pensionato e dei familiari (coniuge e fili) sono state individuate con il termine “rilevanza”.

Le “rilevanze” costituiscono, in altre parole, i motivi per i quali, in riferimento alla prestazione concessa o richiesta, sono influenti i redditi.

Per ogni rilevanza è prevista la dichiarazione di determinate tipologie di reddito: alcune sono comuni a tutte le rilevanze, altre sono specifiche per una o più di esse (tipi di reddito).

REDDITO DA DICHIARARE

L’anno di reddito da dichiarare per la verifica del diritto e per la determinazione dell’importo di ciascuna prestazione può essere differente, se si tratta di prima concessione ovvero di verifica del diritto a una prestazione già corrisposta negli anni precedenti.

L’art. 35, comma 8, della Legge 27 febbraio 2009, n. 14, modifica la previgente disciplina in merito al periodo di riferimento dei redditi da considerare e stabilisce che:

  • l’importo delle prestazioni assistenziali e previdenziali collegate al reddito è determinato dal 1 luglio di ciascun anno tenendo conto dei redditi percepiti nell’anno precedente;
  • i redditi hanno validità fino al 30 giugno dell’anno successivo.

La nuova disciplina prevede la “segmentazione” delle diverse prestazioni collegate al reddito in funzione della decorrenza della singola prestazione, anche se attribuite sulla medesima pensione.

La decorrenza della prestazione collegata al reddito opera, cioè, indipendentemente dalla decorrenza della pensione.

Per la verifica del diritto e della misura della prestazione si deve, pertanto, distinguere tra:

  • l’anno di reddito da dichiarare;
  • l’anno di riferimento da considerare per stabilire i limiti di reddito.

N.B.: La nuova disciplina opera per tutte le pensioni, comprese le prestazioni economiche riconosciute agli invalidi civili, sordomuti e ciechi civili.

PRIME DOMANDE

Si deve tener conto del ”reddito presuntivo” dell’anno in corso solo in caso:

  • di prima liquidazione di una “prestazione base” collegata al reddito (assegno sociale, invalidità civile);
  • di prima concessione di beneficio economico collegato ad una prestazione base (integrazione al minimo, maggiorazione sociale, ecc…).

Per anno in corso deve intendersi l’anno di decorrenza della pensione o del beneficio.

Il reddito presuntivo dichiarato deve essere oggetto di verifica nell’anno successivo.

La decorrenza sia della “prestazione base” sia del beneficio economico e determinata in relazione alle disposizione che disciplinano le singole prestazioni.

In caso di richiesta di ripristino di una prestazione revocata per motivi reddituali, il pensionato deve presentare il mod. RED attestante i “redditi effettivi” degli anni precedenti dei quali si possa rilevata il diritto alla prestazione.

Per ulteriori informazioni consultare il sito Web dell’INPS

Fonte: INPS

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La dichiarazione dei redditi è il documento contabile ed il mezzo con cui il cittadino-contribuente comunica al fisco le proprie entrate, ovvero il proprio reddito ed effettua i versamenti delle imposte relative a partire dalla base imponibile e dalle aliquote fiscali.

Unico persone fisiche è un modello unificato che permette di presentare più dichiarazioni fiscali.

Devono compilare la dichiarazione in forma unificata i contribuenti tenuti alla presentazione sia della dichiarazione dei redditi sia della dichiarazione Iva.(escluse alcune categorie di contribuenti chiamati a presentare la dichiarazione Iva in forma autonoma).

Va ricordato che i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso il credito risultante dalla dichiarazione Iva, possono presentarla separatamente dal modello Unico. Così come è consentito presentare la dichiarazione Iva in forma autonoma, entro il mese di febbraio, per fruire dell’esenzione dalla presentazione della Comunicazione annuale dati Iva.

contribuenti che presentano la dichiarazione Iva insieme a quella dei redditi, utilizzano i singoli quadri del modello Iva, ma non il frontespizio. Sarà, infatti, compilato quello di Unico 2013. Inoltre, per richiedere il rimborso dell’Iva che emerge dalla dichiarazione annuale, va compilato il quadro RX di Unico.

Fonti: Wikipedia e Agenzia delle Entrate

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È una prestazione economica, erogata a domanda, in favore dei lavoratori per i quali viene accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

I pensionati di inabilità, che si trovano nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore e che non sono in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, possono presentare domanda per ottenere l’assegno per l’assistenza personale e continuativa.

L’assegno per l’assistenza personale e continuativa:

  • non è dovuto in caso di ricovero in istituti di cura o di assistenza a carico della pubblica amministrazione;
  • non è compatibile con l’assegno mensile dovuto dall’INAIL agli invalidi a titolo di assistenza personale continuativa;
  • ridotto, per coloro che fruiscono di analoga prestazione erogata da altre forme di previdenza obbligatoria e di assistenza sociale, in misura corrispondente all’importo della prestazione stessa;
  • non è reversibile ai superstiti.

A CHI SPETTA

Hanno diritto alla pensione di inabilità i lavoratori:

  • dipendenti;
  • autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri);
  • iscritti ai fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.

REQUISITI

  • assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico o mentale;
  • almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

E’, inoltre, richiesta:

  • la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa;
  • la cancellazione dagli elenchi di categoria dei lavoratori;
  • la cancellazione dagli albi professionali;
  • la rinuncia ai trattamenti a carico dell’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione ed a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione.

LA DOMANDA

La domanda può essere inoltrata esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:

  • Web – avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto, www.inps.it
  • telefono – contattando il contact center integrato, al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
  • patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto – usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi

Alla domanda va allegata la certificazione medica (mod. SS3).

QUANDO SPETTA

La pensione di inabilità decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda se risultano soddisfatti tutti i requisiti, sia sanitari sia amministrativi, richiesti.

La pensione di inabilità può essere soggetta a revisione.

QUANTO SPETTA

L’importo viene determinato con il sistema di calcolo:

  • misto (una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo);
  • contributivo, se il lavoratore ha iniziato l’attività lavorativa dopo il 31.12.1995.

L’anzianità contributiva maturata viene incrementata (nel limite massimo di 2080 contributi settimanali) dal numero di settimane intercorrenti tra la decorrenza della pensione e il compimento di 60 anni di età sia per le donne sia per gli uomini a seguito dell’introduzione del sistema contributivo per le anzianità maturate dal 1.1.2012.

Fonte: INPS

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L’indennità di accompagnamento, o assegno di accompagnamento, è un sostegno economico statale pagato dall’Inps, previsto dalla legge 11.2.1980 n.18 per le persone dichiarate totalmente invalide.

Tale provvidenza ha la natura giuridica di contributo forfettario per il rimborso delle spese conseguenti all’oggettiva situazione di invalidità, non è assimilabile ad alcuna forma di reddito ed è esente da imposte. L’indennità di accompagnamento è a totale carico dello Stato ed è dovuta per il solo titolo della minorazioneindipendentemente dal reddito del beneficiario o del suo nucleo familiare. Viene erogato a tutti i cittadini italiani o UE residenti in Italia, ai cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

L’importo corrisposto viene annualmente aggiornato con apposito decreto del Ministero dell’Interno. Il diritto alla corresponsione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda. Nel 2013 l’importo è di 499,00 euro per 12 mensilità.

L’assegno di accompagnamento si ottiene presentano la domanda per l’accertamento dell’invalidità alla Commissione Medica presso la ASL di competenza territoriale, allegandola certificazione medica comprovante la minorazione o menomazione con diagnosi chiara e precisa e la dichiarazione esplicita dello stato del dichiarante, che deve essere definito  “persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure che è “persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.

Per avere diritto a questa indennità, non collegata a limiti di reddito o alla composizione del nucleo familiare, il certificato di invalidità deve quindi avere indicato il codice 05 o 06. L’indennità non è cumulabile con altre indennità simili (è possibile scegliere il sussidio più conveniente), non è subordinata a limiti di reddito o di età, non è reversibile, non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa e spetta anche in caso diricovero a pagamento in strutture residenziali.

La sussistenza dei requisiti, il non essere ricoverato in strutture residenziali oppure l’essere ricoverato gratuitamente o a pagamento deve essere auto-dichiarata ogni anno, attraverso un’autocertificazione sul modello prestampato ICRIC01, inviato dall’Inps al domicilio. Il modello deve essere restituito compilato entro il 31 marzo di ogni anno, anche via posta, alla propria Asl, al proprio Comune o alla Prefettura. In caso di ricovero a pagamento, è necessario allegare al modulo un’ulteriore autocertificazione attestante il nome e l’indirizzo della struttura di ricovero e l’ammontare della retta pagata.L’indennità di accompagnamento spetta anche •    ai ciechi assoluti. •    alle persone che sono sottoposte a chemioterapia o a altre terapie in regime di day hospital e che non possono recarsi da sole all’ospedale (sentenza Corte di Cassazione numero 1705 del 1999) •    ai bambini minorenni, incapaci di camminare senza l’aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua (sentenza della Corte di Cassazione numero  1377 del 2003) •    alle persone affette dal morbo di Alzheimer e dallasindrome di Down •    alle persone affette da epilessia, sia a coloro che subiscono attacchi quotidiani, sia a coloro che abbiano solo di tanto in tanto le cosiddette “crisi di assenza”
•   a coloro che, pur capaci di compiere materialmente gli atti elementari della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, pulirsi), necessitano di accompagnatore perché sono incapaci (in ragione di gravi disturbi della sfera intellettiva e cognitiva, addebitabili a forme avanzate di stati patologici) di rendersi conto della portata dei singoli atti che vanno a compiere e dei modi e dei tempi in cui gli stessi devono essere compiuti” (sentenza n.1268 del 2005).
 
 
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